I coniugi Milroy si sono occupati dei meccanismo sociali del mutamento linguistico, rifacendosi a due approcci diversi:

  • Diacronico ( che prevede la comparazione di stati di lingua sulla base di dati storici)
  • Sociolinguistico-quantitativo ( che consiste nello specificare come le lingue passino da uno stato A ad uno stato B, sia sotto il profilo dei processi sociali implicati nel passaggio, sia in relazione agli effetti di un determinato mutamento sulla struttura linguistica).

I Milroy riprendono in considerazione i 5 problemi del mutamento linguistico di cui si sono occupati Weinreich e Labov. Essi sono :

  • Il problema delle restrizioni universali (ci sono cambiamenti più probabili di altri e cambiamenti che non sono proprio possibili; quindi occorre individuare le restrizioni inerenti i tipi di mutamento)
  • Il problema della transizione (che riguarda gli stadi intermedi che si possono verificare tra due varianti linguistiche diverse)
  • Il problema dell’inserimento (che riguarda il modo in cui un “aspetto” linguistico si inserisce all’interno della struttura linguistica e della società)
  • Il problema della valutazione ( che riguarda principalmente le risposte sociali al mutamento e quindi il modo in cui una variante sia percepita dai parlanti : se viene avvertita come prestigiosa e come viene stigmatizzata)
  • Il problema dell’attuazione ( il vero problema del mutamento, secondo i Milroy, ruota intorno a questo quesito : Perché i mutamenti a carico di un tratto strutturale si verificano in una data lingua ad un dato momento, ma non si verificano in altre lingue che possiedono lo stesso tratto né nella stessa lingua in momenti diversi ? )

Labov ha tentato di affrontare il problema dell’attuazione, localizzando innanzitutto gli innovatori e successivamente esaminando le loro caratteristiche sociali e le loro relazioni con i vicini ( quelli di Philadelphia nello studio da lui condotto).

Le sue principali conclusioni sono le seguenti :

  • I parlanti che guidano il mutamento sono quelli che possiedono lo status più alto all’interno delle comunità locali, sulla base di una misurazione fatta con un indicatore di classe sociale.
  • Tra le persone di pari status i parlanti più avanzati sulla strada dell’innovazione sono le persone con il più ampio numero di contatti nell’ambito del vicinato e al di fuori del vicinato.

Se vogliamo concentrarci, dunque, sul problema dell’attuazione, dobbiamo affermare che non sono le lingue a cambiare, ma sono i parlanti che innovano.

Dalle righe sovrastanti si evince che secondo Labov si ha il cambiamento a partire da una persona leader di alto status sociale e con un ampio numero di contatti che si estendono anche fuori dalla sua zona abitativa.

I Milroy ,invece, elaborano ( o meglio riadattano dalla Sociologia) il concetto di rete sociale, quale insieme di relazioni sociali intorno ad un “ego” di riferimento, che permette di spiegare meglio come si verifica un cambiamento linguistico. La difficoltà è che il mutamento linguistico deve presumibilmente originarsi nei parlanti, piuttosto che nelle lingue.

Viene proposta quindi una distinzione tra cambiamento e innovazione.

L’innovazione è il fenomeno da cui si parte e che può avere diversi tipi di diffusione :

  • Un’innovazione del parlante può non diffondersi al di là del parlante stesso
  • Un’innovazione del parlante può diffondersi in una comunità con la quale egli abbia contatti e non andare al di là di essa
  • Un’innovazione del parlante può diffondersi in una comunità con la quale egli abbia contatti e poi, a partire da tale comunità, diffondersi successivamente in altre comunità per mezzo di un altro innovatore che ha legami con entrambe le comunità in questione.

Quando ci si trova ad osservare i risultati di questo processo si tende a classificarli come “mutamento linguistico”. Il cambiamento, dunque,  avviene quando una comunità ha accettato l’innovazione che si è diffusa, ossia quando l’innovazione si è consolidata determinando un mutamento nel sistema linguistico.

I Milroy nella loro trattazione prendono poi in considerazione anche gli studi di Patterson (1860) sui fenomeni che rappresentano il cambiamento  linguistico nella società di Belfast.

Questi fenomeni sono :

  • Il fenomeno dell’innalzamento della [Ɛ] > [e] che costituisce una variante prestigiosa ( si osserva tra l’altro che anche le giovani donne del quartiere della “Inner city”, ossia la zona più antica e di solito abitata dagli strati più bassi della popolazione, selezionano le varianti più standard e più “prestigiose”)
  • Il fenomeno della posteriorizzazione della [a] > [ɔ] che costituisce una variante non prestigiosa e non selezionata negli stili più accurati.

I fenomeni innovativi coincidono con gli esiti dello scozzese.

Queste due varianti però non sono percepite come “marche di rete”.

All’interno della rete, infatti, si distinguono legami forti e legami deboli, intesi come legami tra individui e collegamenti tra piccole reti e la società intesa in senso più ampio.

Granovetter dice che la forza di un legame è data dalla combinazione della quantità di tempo, dell’intensità emotiva, del grado di intimità (confidenza reciproca) e dei favori reciproci che caratterizzano un legame. Granovetter sottolinea che la maggior parte dei modelli a rete si applica implicitamente a gruppi piccoli e ben definiti, all’interno dei quali vengono contratti numerosi legami forti. La sua tesi fondamentale è che i legami deboli tra gruppi gettano ponti attraverso i quali si diffondono informazioni e influssi e che i legami deboli connettono membri di piccoli gruppi diversi con maggiore probabilità rispetto ai legami forti, i quali tendono invece ad essere concentrati all’interno di particolari gruppi. Così i legami forti, mentre danno origine ad una coesione locale, contemporaneamente conducono, in modo paradossale, ad una frammentazione generale.  Sono quindi i legami deboli tra gruppi non-sovrapponentisi  a rappresentare ponti importanti per la diffusione delle innovazioni, con il conseguente verificarsi di cambiamenti linguistici.

Un’altra distinzione che i Milroy propongono è quella tra innovatori e primi attuatori.

Gli innovatori sono parlanti che hanno tante relazioni deboli, ma che non incidono direttamente sul cambiamento linguistico.

I primi attuatori, invece, sono parlanti che hanno un ruolo “leader” e permettono lo stabilizzarsi del cambiamento.


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