L’acqua esercita sui corpi una pressione che viene chiamata pressione idrostatica. La pressione idrostatica per ogni 10 metri di profondità aumenta di 1 atmosfera per cm². Così un corpo immerso a 50 metri di profondità sopporta la pressione atmosferica di 5 atmosfere per cm² di superficie.

Gli esseri viventi che abitano le profondità marine hanno fluidi interni sotto pressione in modo da equilibrare la pressione idrostatica. I pesci che vivono negli abissi esploderebbero, infatti, se portati rapidamente in superficie. I sommozzatori hanno ovviamente i fluidi interni in equilibrio con la pressione atmosferica. Per tale motivo, quando si immergono devono equilibrare la propria pressione interna alla pressione idrostatica relativa alle profondità che devono raggiungere. Se un sommozzatore, inoltre, riemerge rapidamente, l’aria si libera sotto forma di bollicine gassose capaci di occludere i capillari sanguigni provocando un stato di embolia. Per porre riparo a un danno del genere, il soggetto colpito da embolia deve essere tenuto in una camera iperbarica, un locale ad alta pressione.

Gli apparecchi che servono per misurare la pressione idrostatica si chiamano manometri.


Category: Scienze

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