Per la sua non infiammabilità, l’elio viene usato al posto dell’idrogeno (che è invece infiammabile), per il riempimento di palloni,di areostati e di dirigibili. Viene usato anche per la saldatura di metalli e per rendere gialla la luce di tubi per insegne luminose. L’elio congela a -272,2 °C, temperatura bassissima, molto prossima allo zero assoluto, cioè alla più bassa temperatura alla quale si può raffreddare la materia (-273,16 °C). Quest’ultima temperatura è irraggiungibile. Tuttavia quando con speciali apparecchiature ci si avvicina a tale limite si verificano fenomeni strani: materia e volume verrebbero ad annullarsi. A temperature prossime allo zero assoluto (-273,16 °C) si parla addirittura di un “quarto stato” della materia poiché la conducibilità termica (cioè la capacità di condurre il calore) si eleva in maniera enorme (600 volte più del rame a temperatura ambiente), il coefficiente di attrito interno, ossia la viscosità, diventa molto basso, la sostanza sgocciola dal fondo del recipiente in cui è contenuta e si “arrampica” lungo le sue pareti fino a trasbordare all’esterno.

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