La crisi degli anni trenta partì dagli Stati Uniti.

Qui la crisi fu dovuta alla stessa ricchezza in quanto le banche concedevano facilmente prestiti che venivano impiegati in azioni e più la domanda era alta più il prezzo delle azioni saliva . Dietro tutto ciò però non c’era un’adeguata entrata produttiva e si venne a creare la cosiddetta bolla speculativa.

Allora gli azionisti iniziarono a vendere le azioni per ottenere guadagno e la situazione della borsa si rovesciò . Più le azioni venivano vendute e più le azioni venivano deprezzate.

Ci fu allora il cosiddetto crollo della borsa di Wall Street.

A questa crisi seguì la Grande Depressione, ossia un periodo di stagnazione economica caratterizzata da una diffusa disoccupazione.

Per risolvere la crisi il presidente Roosvelt, affiancato dall’economista Keynes, diede il via al New Deal (il nuovo corso).

Keynes sosteneva che per risolvere la situazione lo Stato sarebbe dovuto intervenire nell’economia, concedendo lavori pubblici e maggiori crediti.

Il New Deal di Roosvelt prevedeva proprio questo: si ebbe la promozione di lavori pubblici, crediti agli agricoltori, mentre sul piano industriale vennero ridotte le ore di lavoro a 36 ore settimanali e tutto questo pose rimedio alla disoccupazione.

Inoltre Roosvelt concesse pensioni di vecchiaia e invalidità con il Social Security Act.


Category: Storia

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