Il Governo di Cavour si ebbe dal 1859 al 1860.

In politica interna instaurò un regime parlamentare, basato sul “connubio” tra Cavour e i liberali moderati di Urbano Rattazzi. Una delle idee fondamentali di Cavour era la separazione della Chiesa dallo Stato. La politica attuata da Cavour verso la Chiesa era rappresentata dalla formula “libera Chiesa in libero Stato”, che separava la sfera d’influenza ecclesiastica da quella statale. Cavour curò poi la costruzione di linee ferroviarie (Torino-Genova) e di imprese industriali (azienda meccanica “Ansaldo”).

La politica estera di Cavour si basò sulla DIPLOMAZIA. L’atteggiamento diplomatico era necessario per ottenere l’alleanza con la Francia. Cavour fece partecipare il Piemonte alla Guerra di Crimea (città russa) al fianco della Francia e della Gran Bretagna. Cavour poté quindi partecipare tra i vincitori alle trattative di pace e porre la questione italiana dinanzi i paesi europei. Dopo lo sventato attentato del mazziniano Felice Orsini a Napoleone III, Cavour riuscì a non inimicarsi la Francia e, anzi, ne approfittò per sostenere che la questione dell’unità d’Italia era preponderante anche per gli interessi e il benessere di tutta l’Europa, poiché la mancata soluzione costituiva un pericolo.

Nel 1850 a Plombières firmò un’alleanza militare con Napoleone III contro l’Austria. Secondo gli accordi, in Italia si sarebbe dovuta formare una confederazione formata da un regno del Nord, un regno del Centro e un regno del Sud. Si trattava di un’alleanza a carattere difensivo: doveva cioè essere l’Austria ad attaccare per prima.

Con un discorso velato di provocazione, il Piemonte ottenne la dichiarazione di guerra da parte dell’Austria. Scoppiò la seconda guerra d’indipendenza del 1859. Intervenne la Francia e gli Austriaci vennero sconfitti a Solferino e S. Martino. Fu infine firmato l’armistizio di Villafranca, con cui l’Austria cedette la Lombardia a Napoleone III, che a sua volta la cedette a Vittorio Emanuele II. In tal modo si evitò all’impero austriaco l’umiliazione di una cessione diretta. La Francia, invece, ottenne Nizza e Savoia.

Nel marzo del 1860 si svolsero in Toscana ed Emilia dei plebisciti i cui voti risultarono a favore dell’annessione al regno di Sardegna. Si concluse quindi l’annessione progettata dalla politica di Cavour, sempre più vicina e determinante per la futura unificazione.


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